
Il rumore che diventa lettera impressa dal dito sulla carta
Ci sono dei luoghi o dei momenti che durano pochi attimi e rimangono saldi nella mia memoria.
Vorrei renderli visibili con la pittura o la scultura ma non riesco. L’unico modo di riportarli alla realtà è attraverso la scrittura.
Poche parole o piccole frasi che a primo impatto possono sembrare poesie, ma non seguono alcuna metrica o regola di scrittura.
Sono composizioni di parole che creano un’immagine, un paesaggio scritto.
Sono frasi che per la loro forma, il loro modo di essere, si avvicinano più al disegno che alla poesia, perché, come il disegno, hanno bisogno di essere guardate.



Avevo bisogno di in mezzo che, come la penna per il disegno, mi permettesse di mantenere il contatto con la carta.
Scrivere a mano non rendeva lo scritto fruibile a tutti, non è sempre facile decifrare la calligrafia altrui e in modo particolare la mia!
Scrivere al computer mi allontanava dalla carta e quindi dal disegno.
Ho trovato la soluzione per puro caso nella macchina da scrivere.
Ogni macchina da scrivere ha la sua personalità, un occhio esperto riesce perfino a distinguere un modello dall’altro solo osservando il foglio.
Il risultato finale non è la perfezione omogenea della scrittura digitale, ogni errore rende unico il foglio, un refuso cancellato con il bianchetto, la diversa pressione della mano che cambia il colore e lo spessore dei caratteri o semplicemente il nastro dell’inchiostro che con il tempo si consuma diventando più chiaro.
La macchina da scrivere rende la scrittura unica, ogni foglio diverso dall’altro e per questo motivo più simile alla pittura e all’opera grafica.